Il microblading è un trattamento sempre molto richiesto, per la sua capacità di regalare sopracciglia perfette dall’aspetto assolutamente naturale anche a chi ha problemi di diradamento delle sopracciglia o alopecia. Capita, però, che qualcuno rimanga deluso da questa esperienza lamentando una rapida ed improvvisa scomparsa degli effetti del microblading: in questi casi è necessario capire perché è successo e quali sono i casi in cui può accadere, in modo da rispondere alle domande che in tanti si pongono. 

Cos’è il microblading?

Il microblading è una tecnica manuale di ricostruzione delle sopracciglia, spesso eseguita per risolvere problematiche di diradamento delle sopracciglia, cicatrici o alopecia. Si tracciano le sopracciglia un singolo pelo alla volta, tramite l’uso di aghi sottilissimi imbevuti di pigmento colorato. In questo modo le particelle di pigmento vengono depositate nel derma superficiale: così facendo, le sopracciglia vengono disegnate con maggiore precisione rispetto al tatuaggio tradizionale, con un effetto 3D molto più realistico e naturale.

Il tempo di applicazione va dalle 2 alle 3 ore, la durata del trattamento può variare da 1 a 3 anni e dipende da tanti fattori. Prima di tutto, vanno prese in considerazione le caratteristiche fisiche della persona che si sottopone al ritocco microblading: la durata è influenzata dalla velocità con cui viene attuato il ricambio cellulare, poiché le particelle di pigmento che si legano all’epidermide vengono poi smaltite dal corpo, causando la progressiva scomparsa dell’effetto generato dal trattamento. Bisogna poi considerare la capacità dell’organismo di assorbire l’inchiostro, la quantità di tempo in esposizione al sole e il tipo di prodotti utilizzati sull’area delle sopracciglia. Per tutti questi motivi, è assolutamente necessario un primo ritocco dopo un mese, mentre è consigliabile poi eseguire un ritocco all’anno per mantenere “vivo” il colore.

microblading scomparso | Applicazione del microblading

Microblading scomparso: le cause

Sono necessarie alcune considerazioni. La prima è che, come detto, è assolutamente normale che dopo la prima seduta il microblading possa non essere così chiaramente visibile: bisogna dare tempo al viso di assorbire bene il pigmento e alle crosticine di cadere senza forzature e soprattutto senza essere grattate via.
Molto spesso quindi si parla di microblading scomparso, quando in realtà l’effetto del trattamento deve ancora comparire, e l’effetto è dovuto semplicemente al processo di guarigione.

La seconda, altrettanto importante, riguarda le reali possibilità che un microblading scompaia: può succedere, ma se succede vuol dire che c’è stato un errore nell’esecuzione del trattamento. Il microblading normalmente non scompare: magari alcuni fattori, come la pelle grassa, possono contribuire, ma alla base rimane sempre e comunque un trattamento non eseguito correttamente.

Le cause possono essere diverse: si va dall’uso di attrezzature e pigmenti non idonei ad errori manuali compiuti durante l’esecuzione del trattamento, fino ad una scorretta gestione del periodo post-trattamento. Per questo motivo è fondamentale rivolgersi ad un centro specializzato che garantisca qualità e professionalità, in modo da non incorrere in “incidenti di percorso” sicuramente poco graditi.

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Come eseguire un buon microblading

Come detto, è importante rivolgersi a professioniste capaci e preparate, che sappiano svolgere alla perfezione un trattamento che richiede competenza e manualità per essere eseguito. È importante saper riconoscere e individuare le caratteristiche del viso di ogni donna: il colore della pelle con il quale il pigmento dovrà armonizzarsi, la forma del viso che dovrà ovviamente essere collegata a quella delle sopracciglia ottenute col microblading, la forma e lo spessore delle sopracciglia naturali. Ogni viso ha le sue proporzioni e vanno rispettate.
Nel caso di sopracciglia diradate a seguito di un trattamento svolto in maniera poco professionale o alopecia, consigliamo un trattamento di ricostruzione semipermanente.